Il Made in Italy oltre il 2000. Innovazione e comunità locali
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Collana della Fondazione Edison edita da il Mulino

Volume 1

Il Made in Italy oltre il 2000. Innovazione e comunità locali

A cura di: Alberto Quadrio Curzio e Marco Fortis Il Mulino - 2000

Questo volume rappresenta il momento conclusivo, reso ancor più rilevante in un convegno di portata internazionale tenutosi nel maggio 1998 ed i cui saggi vengono qui pubblicati, di un'ampia ricerca sul Made in Italy promossa da Edison e dal Centro di analisi economica (Cranec) dell'Università Cattolica di Milano.
Questa collaborazione tra un grande gruppo industriale ed un centro universitario di ricerche economiche e il successivo convegno si sono fondati sulla convinzione che il made in Italy e il sistema dei distretti industriali italiani costituiscano, per i risultati finora conseguiti e per i loro tratti caratteristici, un modello economico che merita attenzione sia da parte delle istituzioni della politica e della ricerca sia da parte delle grandi imprese. Per lungo tempo con l'espressione made in Italy si è inteso fare soprattutto riferimento, tanto nella riflessione giornalistica quanto nella ricerca accademica, alla moda italiana; ma si tratta oramai di un riferimento restrittivo alla luce delle numerose specializzazioni che l'Italia può oggi vantare a livello internazionale le quali, oltre alla moda, spaziano dai comparti del legno-mobilio, dei marmi e delle ceramiche, della rubinetteria, dei casalinghi, dei prodotti tipici dell'alimentazione mediterranea fino a quelli dei macchinari industriali legati a questi settori. Per dare un'idea della rilevanza economica di queste produzioni, si pensi che è proprio grazie ad esse se la bilancia commerciale italiana ha presentato, nella seconda metà degli anni '90, il terzo più importante attivo dopo quelli di Giappone e Germania. Senza il surplus commerciale del made in Italy, pari mediamente a 130-140 mila miliardi di lire negli ultimi anni (ma con punte massime di oltre 150.000 miliardi in anni particolarmente favorevoli), l'Italia non riuscirebbe, infatti, a compensare i deficit strutturali per l'acquisto di materie prime ed energia e quelli generati da altri settori, come la chimica e l'elettronica. L'ossatura portante del made in Italy, che rappresenta i 2/3 dell'occupazione manifatturiera del nostro paese, è costituita da migliaia di piccole e medie imprese e da oltre 200 distretti industriali.
Si tratta di un fenomeno tipicamente italiano che ha attirato l'attenzione degli studiosi e dei politici di tutto il mondo ed in relazione al quale si è parlato di vere e proprie "multinazionali spontanee", visto che il peso economico di tali distretti nei rispettivi settori d'attività è tale da renderli eguali per importanza occupazionale, valore della produzione e leadership sui mercati internazionali a grandi gruppi industriali. E' così che numerosi distretti del made in Italy detengono, nell'ambito del commercio mondiale del proprio settore, rilevanti quote di mercato, che vanno ulteriormente valorizzate con politiche economiche, con innovazioni di prodotto, di processo e di mercato, con innovazioni di sistema che riducano i costi e le inefficienze della burocrazia, dell'energia, delle telecomunicazioni, dei trasporti anche attraverso liberalizzazioni e privatizzazioni.

SOMMARIO

Prefazione

di Enrico Bondi

Introduzione

di Alberto Quadrio Curzio e Marco Fortis

Parte Prima

Profili economici del made in Italy

  • Il made in Italy nell'economia italiana e mondiale: il rilievo delle piccole e medie imprese e dei distretti
    di Marco Fortis
  • Il made in Italy nella struttura del commercio internazionale: l'analisi reticolare dei paesi OCSE
    di Mario Maggioni e Mario Nosvelli
  • I settori portanti del made in Italy manifatturiero: moda, arredo-casa e macchine specializzate
    di Marco Fortis, Giorgina Bassettí e Alberto Nodari

Parte Seconda

Punti di forza, problemi e prospettive del made in Italy e dei distretti industriali italiani

  • Crescita e innovazione nel made in Italy
    di Enzo Rullani
  • Il ruolo dei distretti industriali in Italia e in Europa
    di Gioacchino Garofoli

Parte Terza

Interventi

  • Il made in Italy: una nuova via tra capitalismo anglosassone e capitalismo renano?
    di Michel Albert
  • I distretti industriali: un arcipelago di economie sociali di mercato
    di Giacomo Becattini
  • Una politica economica per i distretti industriali
    di Paolo Sarti

 

Appendice Statistica