Riforme e investimenti. Europa e Italia

Collana Il Mulino

Volume 28

Riforme e investimenti. Europa e Italia

di Marco Fortis e Alberto Quadrio Curzio il Mulino - Settembre 2017

Questo volume, il settimo di una sequenza nella collana della Fondazione Edison che ripropone articoli sullo stato dell'economia italiana ed europea pubblicati su importanti quotidiani italiani dal 2009 ad oggi, copre un arco temporale che va da giugno 2016 e maggio 2017. La tesi di fondo degli scritti qui raccolti, firmati da Marco Fortis e da Alberto Quadrio Curzio, è che se l’Italia ha certamente bisogno di riprendere e approfondire le riforme, in particolare per rilanciare gli investimenti, l’Europa non può e non deve considerarsi soddisfatta della sua attuale crescita. Se vuole confermare la sua solidarietà creativa, l'Europa deve fare un salto di qualità, portando a compimento due grandi riforme a oggi appena abbozzate: quella della “geometria variabile” che dovrà avere al centro l’eurozona completata da vari rafforzamenti (Ministro dell’economia, bilancio e finanziamento comune, ecc.); e quella degli investimenti in infrastrutture tangibili e intangibili. Esistono già iniziative che vanno in questa direzione (Fondo Europeo Esm, Piano Juncker ecc.), ma siamo solo agli inizi. Dal canto suo, l’Italia sta attraversando un periodo complesso di transizione, ma sta anche mostrando significativi segnali di recupero: sul versante della domanda, sono in crescita i consumi delle famiglie, gli investimenti tecnici delle imprese e l’export; mentre sul versante della produzione, si registra soprattutto la crescita dei settori manifatturieri e del turismo. Si è inoltre stabilizzato il rapporto tra debito e PIL. Questo volume è il settimo nella raccolta di articoli su quotidiani di Marco Fortis che è autore di tre volumi mentre gli altri quattro sono in collaborazione con Alberto Quadrio Curzio. Si copre così un arco temporale dal 2009 al 2017 con continuità e coerenza.

SOMMARIO

Introduzione, Europa e Italia: realtà, limiti e potenzialità, di Marco Fortis e Alberto Quadrio Curzio

 

PARTE PRIMA: EUROPA A GEOMETRIA VARIABILE

  1. Le quattro politiche per il riscatto dell’Europa
  2. Se decide lo 0,12% dei cittadini europei    
  3. La solidarietà «innovativa» salva l’Europa dei decimali
  4. L’Europa deve uscire dalla routine di Bruxelles
  5. Il futuro dell'Europa nelle mani di Angela
  6. La strada giusta degli eurobond «sintetici»
  7. La razionalità della politica batte la rigidità delle regole
  8. L'Europa asimmetrica e le riforme
  9. La svolta che l’Europa non deve ignorare
  10. Convergenza obbligata per rilanciare l’Europa
  11. Juncker «provocatore» sul futuro dell’Euro
  12. La concretezza può salvare l’Europa ideale
  13. Eurobond «sintetici» la via per uscire dal Qe
  14. Il fondo salva Stati leva per gli eurobond
  15. Il percorso a ostacoli per convincere Bruxelles

 

PARTE SECONDA: EUROPA, INVESTIMENTI E INFRASTRUTTURE

  1. Se l'impresa di frontiera dà lezione di produttività
  2. Investimenti vera risposta dell’Europa a Brexit
  3. Reagire alla crescita (incompiuta) dell’Europa
  4. Investimenti, priorità per l'economia reale
  5. Una cura anti-stress per l'economia europea
  6. Infrastrutture la risposta per il rilancio globale
  7. Se il G20 cinese non è stato solo utopia
  8. L’Europa del «fare» può rilanciare l’Europa
  9. Investimenti e flessibilità, una strada obbligata
  10. L’Europa irrilevante e la crescita globale
  11. Come uscire dalla trappola della bassa crescita
  12. Rigore e crescita, la coerenza che va chiesta all’Europa
  13. Investimenti urgenti per rafforzare l’Europa
  14. Infrastrutture chiave di volta per la crescita dell’Europa

 

PARTE TERZA: EUROPA E ITALIA 

  1. Senza crescita la politica non è credibile
  2. L’Irlanda e il gioco delle tre carte
  3. Italia sempre più in surplus commerciale
  4. Le ragioni dell’Italia e i «paletti» di Bruxelles
  5. Il Pil non dice tutto sulla Spagna
  6. Se l’Europa ha i fondi anti-sisma ma non lo sa
  7. Tra debito e crescita l’equazione delle riforme
  8. L’Italia e il club di francesi e tedeschi
  9. La prevenzione non è un costo
  10. Il malessere europeo della crescita
  11. Statuti fiscali a misura di multinazionali  

 

PARTE QUARTA: ITALIA E STABILITÀ 

  1. Difendiamo le banche ma sia fatta anche pulizia
  2. Le banche italiane vincono il test dei derivati
  3. La sorpresa del Pil senza spesa
  4. Cala il rapporto tra debito e Pil: novità dal 2008    
  5. Dal Pil al debito, quei due segnali per la crescita
  6. Italia: 2017 anno chiave per debito e crescita
  7. Il disagio economico reale e quello “politico”
  8. 240mila occupati in più senza l’effetto demografico
  9. Accelera l’industria e rallenta il debito
  10. 80 euro uguale 9 miliardi di tasse in meno
  11. 727 mila occupati in più dopo la crisi
  12. Poveri ma belli (e disinformati)

 

PARTE QUINTA: ITALIA E COMPETITIVITÀ 

  1. Se i referendum inceppano la ripresa
  2. L’economia reale supera lo stress test
  3. Ma senza spesa pubblica l’Italia cresce di più degli altri Paesi
  4. Nell’economia reale l’Italia cresce molto più della Germania
  5. Se l’Italia produce più valore
  6. Eurozona ferma, sorpresa Italia
  7. Non abbandonare il sentiero della ripresa
  8. L’industria italiana accelera, quella tedesca frena
  9. Perché il Pil non cresce del doppio
  10. I tre pilastri della fiducia
  11. America first, Padania second
  12. Se la confusione fa novanta
  13. Parte bene l’export nel 2017 (e senza alcuna svalutazione “interna”)

 Summary