Riforme, Ripresa, Rilancio. Europa e Italia

Collana Il Mulino

Volume 26

Riforme, Ripresa, Rilancio. Europa e Italia

di Marco Fortis e Alberto Quadrio Curzio Il Mulino - Gennaio 2016

In questo volume, il quinto della Fondazione Edison dall’inizio della crisi, gli autori ripercorrono, attraverso i loro articoli su «Il Sole 24 Ore» e «Il Mes­saggero», gli eventi salienti dall’aprile del 2014 all’inizio di settembre del 2015. Con riferimento all’Europa e all’Italia, il volume offre una valutazione sulla situazione e sulle politiche economiche auspicabili per uscire definitivamente dalla crisi. La ripresa, sia in Europa che in Italia, c’è, ma senza riforme non si avrà quella crescita sostenibile, possibile solo attraverso il potenziamento ordinato dell’economia reale, indebolita dalla crisi e dal rigorismo fiscale. Investimenti, infrastrutture, industria sono i motori del rilancio che non può essere affidato solo alle esportazioni extra-Ue. Anche le riforme di governance e strutturali sono cruciali: in Italia, soprattutto per controllare il debito pubblico e rendere efficiente e semplice la pubblica amministrazione; in Eu­ropa, per evitare un «monologo» germanico dove il rigore squilibra le politiche economiche, di fatto affidando alla BCE il compito di evitare la stagnazione. Gli autori concludono le loro analisi e proposte con un atto di fiducia nell’Europa e nell’Italia, sia per l’economia sia per i livelli di civiltà sociale.


SOMMARIO


Introduzione: Istituzioni, innovazioni, investimenti euro-italiani, di Alberto Quadrio Curzio e Marco Fortis

 

PARTE PRIMA: EUROPA. STABILITA', RIFORME, CRESCITA

1. Il coraggio di idee forti per il rilancio dell'Unione
2. Più Europa uguale più crescita
3. Non è un bazooka ma il mercato punta al miracolo
4. L'Ue premi chi ha i bilanci primari attivi
5. Non dovrà essere un semestre di "routine"
6. L'Europa non ha capito la lezione
7. Finalmente attenzione all'economia reale
8. Il decalogo di Draghi che spaventa la Germania
9. Dal salva Stati all'Eurofondo, ecco lo scudo al dogma rigorista
10. Juncker non basta, usiamo l'oro
11. Se la visione di Draghi non riguarda solo l'euro
12. Il bazooka può creare l'embrione degli Eurobond
13. Grecia, il ruolo della Merkel
14. L'ombrello che serviva contro il rigore
15. L'effetto QU sull'economia e il risiko dei cambi
16. Va riannodato il filo spezzato tra Nord e Sud Europa
17. Che cosa imparare dalla crisi greca
18. Gli errori gemelli di Atene e UE
19. Non c'è Europa senza crescita e investimenti

 

PARTE SECONDA: ITALIA. IL BIVIO TRA REGRESSO E RIFORME

20. Una possibilità storica per ripartire
21. L'obbligo di cambiare
22. Il paradigma un po' tedesco delle riforme dell'Italia
23. L'illusione del rigore "sostenibile"
24. La strada obbligata per ritrovare la crescita
25. Sperando che il tempo non scada prima
26. Un inedito allineamento che rafforza la manovra
27. Fiducia e riforme, unica ricetta vincente
28. Le ricette semplicistiche e le scelte giuste per la crescita
29. La scommessa prudente del governo
30. La flessibilità europea e il coraggio delle riforme
31. La riforma dello Stato apre la via della ripresa

 

PARTE TERZA: FINANZA PUBBLICA/PRIVATA E LAVORO

32. I doveri dell'Unione con il lavoro e i giovani
33. Chi paga gli interessi in contanti e chi no
34. La locomotiva (tedesca) che non c'è
35. Perché ha ragione Cucinelli e torto Sinn
36. Tagli di spesa per spingere su investimenti e infrastrutture
37. Il nuovo Pil è più alto ma l'allarme non scende
38. Senza crescita Europa al capolinea
39. Soltanto dal lavoro verrà la ripresa
40. Non sprecare la fiducia per agganciare la ripresa
41. La rotta che manca su tagli e crescita
42. La fine della recessione
43. Le regole sbagliate che frenano l'Europa
44. La rivoluzione "einaudiana" che passa dalle tasse
45. La ripresa italiana non è un'illusione
46. I veri numeri sul lavoro: 338 mila occupati in più

 

PARTE QUARTA: INVESTIMENTI E INFRASTRUTTURE

47. Perché serve una politica per industria e infrastrutture
48. Da manifattura e ricostruzioni la spinta per la ripresa
49. Investimenti in cerca di una "leva" di fiducia
50. Più opere e meno squilibri per rilanciare l'Europa
51. Al piano Juncker serve un "motore" finanziario
52. Il bonus europeo da non sprecare
53. L'harakiri del mercato interno europeo
54. Un passo avanti non basta alla ripresa
55. Se la Bce "dimentica" il piano Juncker
56. Cdp europee vero motore del piano Juncker
57. La golden rule necessaria e il bonus per la ricerca
58. L'agenda dei "grandi" apre al piano di Juncker


PARTE QUINTA: INDUSTRIA ED EXPORT

59. Dal Vietnam alla Cina la sfida del made in Italy
60. Renzi lanci il Pharma Click Day
61. Senza fabbriche non c'è futuro
62. Ancora campioni in trasferta
63. Industria europea e italiana ancora in partita, l'eccellenza traina l'export
64. Il franco svizzero forte aiuterà solo in parte l'export
65. La ripresa passa dalla nostra Baviera
66. Il cibo italiano sale sul tetto del mondo
67. Per tornare a correre serve più estero
68. Perché serve la bad bank
69. All'industria Italia manca soltanto l'Italia
70. L'Italia guadagna in competitività però nessuno si aspetti il miracolo
71. Dalla meccanica lo sprint del Nord
72. Commercio estero: l'Italia dei record


Summary